
La crescita rapida dei buchi neri supermassicci all’alba dell’Universo.
La rapida crescita dei buchi neri supermassicci (SMBH) che alimentano i quasar luminosi (QSO) durante l’epoca della reionizzazione (z > 6) è uno dei temi più attivi e dibattuti in astrofisica, e ha dato impulso a numerose e vaste campagne osservative.
La nostra collaborazione scientifica HYPERION (HSC) nasce con l’obiettivo di fare luce sulla formazione rapida dei primi QSO luminosi e delle loro galassie ospiti, attraverso:
- una selezione fisicamente motivata di QSO a z > 6 alimentati da alti tassi di accrescimento di SMBH,
- un campione di controllo costituito da QSO con simile luminosità a redshift z = 2–3, per investigare eventuali evoluzioni con il redshift delle loro proprietà.
HSC è un progetto recente, ambizioso e in forte espansione, basato su due programmi XMM-Newton per un totale di circa 840 ore di osservazione, arricchito in altre bande da circa 20 programmi di follow-up guidati da INAF, che offrono una visione multi-lunghezza d’onda delle proprietà dei QSO e delle galassie ospiti a z > 6. Il coordinatore del progetto HSC è L. Zappacosta.
Sia HYPERION che il campione Titans (coordinato da L. Zappacosta) e il progetto WISSH (coordinato da E. Piconcelli) sono guidati da ricercatori INAF, con la maggior parte dei co-investigatori attivi presso istituti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
I Principal Investigator (PI) dei programmi XMM-HYPE, XMM-LP e dei circa 20 ulteriori programmi di follow-up su QSO Titans e WISSH sono anch’essi membri o associati INAF (vedi Fig. 6). È importante sottolineare che XMM-HYPE è uno dei più grandi programmi mai approvati con XMM-Newton, il quarto in assoluto per tempo totale di esposizione assegnato. L’approvazione di un nuovo Large Program con XMM, arrivata quasi alla conclusione del programma XMM-HYPE, testimonia l’eccellenza della comunità INAF e di questo programma a leadership italiana. Questi risultati collocano l’INAF tra i protagonisti della ricerca extragalattica a livello internazionale. Infine, la maggior parte dei modelli teorici e dei codici di analisi dei dati utilizzati (come CAT) sono sviluppati all’interno dell’INAF o in stretta collaborazione con i suoi ricercatori.
Contatti
Luca Zappacosta (luca.zappacosta@inaf.it)
Il team in OAR
Luca Zappacosta (PI)
Angela Bongiorno
Marco Castellano
Emanuele Giallongo
Nicola Menci
Fabrizio Nicastro
Enrico Piconcelli
Vincenzo Testa
Alessia Tortosa
Rosa Valiante
Il team di collaboratori in altri osservatori INAF
Valentina D’Odorico INAF-OAT (Trieste)
Chiara Feruglio INAF-OAT (Trieste)
Fabrizio Fiore INAF-OAT (Trieste)
Francesco Salvestrini INAF-OAT (Trieste)
Giustina Vietri IASF (Milano)
Fabio Vito INAF-OAS (Bologna)
Andrea Grazian INAF-OAP (Padua)
Gabriele Bruni IAPS (Rome)
Il team di collaboratori in Altri Istituti/Università
Marcella Brusa University of Bologna
Cristian Vignali University of Bologna
Stefano Carniani SNS (Pisa)
Simona Gallerani SNS (Pisa)
Simonetta Puccetti ASI
Raffaella Schneider University of Sapienza (Rome)
Francesco Tombesi University of Rome – Tor Vergata
Fabio La Franca University of Rome 3
Federica Ricci University of Rome 3
Manuela Bischetti University of Trieste
Maurizio Paolillo University of Naples
Demetra De Cicco University of Naples – Federico II
